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| Tutti gli
avvenimenti che riguardano il nostro gruppo o di cui sono stati
protagonisti i nostri soci |
| Martedì
12 Dicembre - Ha concluso la vita terrena il fratello
del nostro socio Claudio Allodi. Probabilmente
nessuno o quasi di noi lo conosceva, io ho solo un vago ricordo
ancora della 2° elementare, ma questo non toglie che ne
siamo comunque dispiaciuti e a Claudio porgiamo le nostre
più sentite condoglianze. I funerali si sono svolti
stamattina a Milano dove era residente.
Paolo Belloni |
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Venerdì
17 Novembre - Un nuovo lutto tra i famuliari dei soci Amspo,
dopo un lungo periodo di malattia, è morto a soli 73
anni, il padre del nostro Francesco Pace, socio da quest'anno.
Ci siamo uniti a lui e alla sua famiglia nel dolore per la perdita.
Il funerale ha avuto luogo lunedì 20 Novembre, alle 14,
partendo dalla abitazione di Via Metastasio 10, a Lucernate,
e tumulato nel Cimitero di Lucernate |
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Mercoledì
1 novembre - Un altro lutto tra i famigliari dei soci Amspo.
Si è spenta, mercoledì mattina, dopo alcune settimane
si sofferenza, la mamma del nostro Augusto Castoldi.
A lui, alla sorella e a tutti i famigliari, le nostre più
sentite condoglianze.
Il funerale ha avuto luogo Sabato 4 Novembre, alle 10, partendo
dalla Chiesa di San Vittore. |
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| Domenica
15 Ottobre, Castagnata Sociale a Castello Cabiaglio (Va).
Per riprendere i contatti e passare una domenica diversa,
Giuseppe Fina ha pensato di organizzare una
castagnata, seguita da pranzo, con gli amici di Cabiaglio
già sede di innumerevoli appuntamenti Ciclistici. Il
pranzo si è tenuto presso la Pro Loco di Cabiaglio,
della quale è presidente la moglie del nostro socio
Giacomo Moia. Hanno partecipato alla iniziativa una quindicina
di soci. |
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| Domenica
15 Ottobre, secondo lutto nello stesso mese, il nostro
socio Silvio Allievi ci ha lasciato.
Era un tipo un pò speciale, noi lo ricorderemo sempre
per la sua generosità nei nostri confronti.
Alla sua famiglia le nostre più sentite condoglianze.
I funerali si sono svolti Martedì 17, alle 10:00, partendo
dalla abitazione di Via Giosuè Borsi, a Rho.
Nel cimitero di Rho è stato sepolto nel campo alla
sinistra poco prima della Cappella Centrale, vicino a Fabio
Colombo a Corrado Massignani, padre di Mauro Massignani, dietro
a Cislaghi, un altro nostro amico ciclista morto un anno prima. |
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| Sabato
21 Ottobre, per Fabio Colombo, donazione alla IRCCS.
Martedì 3 Ottobre, un'altro lutto colpisce un famigliare
della "comunità" Amspo.
La famiglia del nostro Giovanni Colombo è affranta
per la perdita del figlio Fabio.
Di comune accordo, abbiamo raccolto del denaro per effettuare
una donazione alla Fondazione IRCCS dell' Istituto
Nazionale dei Tumori di Milano presso il quale
è stato curato fino all'ultimo attimo di vita.
Qui sotto la lettera inviata alla Fondazione IRCCS
Alla
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
Via Venezian 1, 20133 Milano
Fabio Colombo, figlio del nostro amico Giovanni, affetto da
melanoma, nonostante tutte le possibili cure che ha ricevuto
presso il Vostro Istituto, non ce l'ha fatta a superare l'ostacolo,
tuttavia, nonostante il risultato negativo, i famigliari si
sono detti soddisfatti del trattamento e delle cure a cui
è statosottoposto Fabio, ci fosse stato una filo di
speranza lo si sarebbe trovato perciò, invece dei fiori
che danno solo un segno visibile ma effimero, hanno immediatamente
aderito alla proposta di fare una raccolta di fondi, tra noi
amici ciclisti e non, da versare alla Vostra Fondazione.
Siamo fermamente convinti che la ricerca in questo campo
sia importante anzi, fondamentale, i progressi che tutti abbiamo
notato sono stati davvero prodigiosi, ed ogni giorno ne abbiamo
la conferma.
A questo scopo, abbiamo raccolto la cifra di 590 Euro, versati
sul Vostro conto corrente postale 44065209, che investiamo,
sostenendovi nella ricerca di nuove metodologie di cura.
Qui allegata, la ricevuta del versamento.
G.S AMSPO
Alla famiglia di Fabio
Rho 21/10/06
Sono passate quasi tre settimane dalla scomparsa di Fabio,
ci auguriamo che abbiate trovato la forza di continuare a
vivere serenamente nonostante la sua mancanza.
Come d'accordo, abbiamo provveduto ad una raccolta di fondi
da destinare all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Qui allegata, in copia, la lettera che abbiamo inviato dopo
effettuato il versamento.
Anche se, purtroppo, per Fabio tutto è stato vano,
ci auguriamo tutti che anche questa piccola goccia possa in
futuro servire a salvare almeno una vita umana.
Grazie per averci dato l'occasione di far questo.
Gli amici del G.S. AMSPO |
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Mercoledì
27 Settembre - Gita con pulmino in MTB, alla scoperta della
Valsesia.
Promotore: Paolo Belloni. Per pulmino:, 34 Euro.
Partecipanti: Paolo Belloni, Gigi e Dario Re, Massimo Pelizzari,
Matteo Cataudo.
Partenza alle 9 circa da Borgosesia, Scopello, Alpe di Mera,
Ponte Lavaggi, Bocchetta di Sessera, Bielmonte, Trivero, Borgosesia,
arrivo alle 18:20 dopo 105 Km. |
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| Martedì
26 Settembre - Ieri sera, è mancato improvvisamente
il padre del nostro socio Mauro Massignani.
A lui ed ai suoi famigliari le più sentite condoglianze
da parte di tutti noi.
Il funerale si si è svolto giovedì, 28 settembre,
alle 15:30 muovendo dalla abitazione di via San Carlo 126,
per la chiesa di San Paolo. Nel cimitero di Rho è stato
sepolto nel campo, alla sinistra, poco prima della Cappella
Centrale. |
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| Via Lainate 1 |
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| Via Lainate 2 |
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| Via Lainate 3 |
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| Via Fogazzaro, dopo
il cartello |
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| Via Fogazzaro, prima
del cartello |
Sabato 23 Settembre, giornata di
"Puliamo il Mondo" La risposta alla iniziativa
non è certo stata entusiasmante ma, sia pure in due,
io e Marino Colombo, abbiamo fatto qualcosa che ha certamente
fatto pensare qualcuno dei moltissimi che sono transitati
lungo le strade interessate.
Il terzo, Gianni Marnini, si è ricordato all'ultimo
minuto che era invitato ad un matrimonio, ma, ci sarà
senz'altro alla prossima volta!
Abbiamo ricevuto i complimenti dall'agricoltore che vende
le patate in via Lainate il quale ci ha anche detto che le
bottiglie di vetro lanciate nei campi provocano spesso danni
alle gomme dei mezzi agricoli!
Nel pomeriggio ho proseguito da solo, in via Fogazzaro, ed
ho avuto gli stessi da un signore che passava in bici e da
due ragazze di origine brasiliana che mi hanno visto al lavoro
e mi hanno offerto un caffè caldo. Anche loro, mi hanno
detto, quando sono al mare fanno la stessa cosa e ripuliscono
spesso la spiaggia lungo la quale passeggiano.
Quindi, non siamo i soli a pensarla così e questo ci
fa' molto piacere!
Dal punto di vista della visibilità direi che l'operazione
ha avuto certamente successo ci avranno visto almeno un migliaio
di automobilisti ed avranno modo di vedere ancora quanto è
stato raccolto in un tratto di strada nemmeno tanto lungo,
in tutto, meno di 500 metri e, tramite una etichetta posta
sui sacchi, sapranno anche a che associazione appartengono
i volontari!
In circa 10 ore di lavoro totali, abbiamo raccolto 12 sacchi
in Via Lainate tra il Sempione e la stradina dopo le "roulotte"
e 10 in via Fogazzaro, 100 metri prima e dopo il cartello
di Rho.
La differenza ora si vede!
L'Ufficio Ecologia è informato della presenza del "raccolto"
ha provveduto, sia pure con poca solerzia, al ritiro.
Paolo Belloni
Se qualcuno è disposto a partecipare invii
p.f. un messaggio e-mail a: info-amspo-rho AT aruba.it
Per ora, sono disponibili: Paolo Belloni, Marino Colombo,
Gianni Marnini, Angelo Bindi.
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Mercoledì
20 Settembre - Gita in treno + mtb, a Varese
per, Velmaio, Bisuschio, Ospedale di Cuasso al Monte, Bocchetta
dei Frati, Forcorella e Monte Marzio, ciclabile della
Valganna.
Promotori e partecipanti: Massimo Pelizzari, Gigi Re e Paolo
Belloni. |
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Mercoledì
6 Settembre - Gita in treno + mtb, all' Alpe Veglia.
Treno a Rho alle 6:45, arrivo a Domodossola alle 8:33. Ritorno
con treno delle 18:13 arrivo a Rho alle 20:00.
Promotori e partecipanti: Massimo Pelizzari e Paolo Belloni.
Vedi
l'album foto.
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| Domenica
3 Settembre - Medio Fondo di Lainate
Eravamo in 55 e ci siamo classificati al 1° posto !
Questa la classifica finale del raduno:
| Pos. |
Società |
n° |
|
Pos. |
Società |
| 1° |
G.S. Amspo |
55 |
|
9° |
G.S. Mazzese |
| 2° |
U.S. Nervianese |
29 |
|
10° |
Amici del Pedale Parabiago |
| 3° |
U.S. Cusago |
25 |
|
11° |
Team Caroni |
| 4° |
S.C. Gioiosa Sport |
24 |
|
12° |
U.C. Pregnana |
| 5° |
Pedale Novatese |
24 |
|
13° |
S.C. Biringhello |
| 6° |
Velo Sport Rho |
15 |
|
14° |
G.C. Casorezzo |
| 7° |
Amatori Velo Lainate |
15 |
|
15° |
Team Scout Lainate |
| 8° |
S.C.Settimo Milanese |
|
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| Mercoledì
30 Agosto, a Colle
Sommeiller, a Bardonecchia
E era stata programmata anche l'anno scorso ma non se ne
è fatto nulla per mancanza di partecipanti, riproposta
quest'anno ha raccolto 4 interessati dei quali uno, Valerio
Ottolina ha dovuto rinunciare all'ultimo momento per problemi
di lavori in corso a casa, imbiancatura non completata in
tempo utile!
Siamo quindi rimasti in 3: io, Massimo Pelizzari ed Enrico
Colombo.
Alle 6 di mattino la partenza in auto per Salbertrand
in Val di Susa, arriviamo poco prima delle 9 dopo essere stati
costretti ad arrivare a Bardonecchia per poi tornare indietro,
perché, sbadatamente, abbiamo saltato l'uscita di Oulx.
Parcheggiamo vicino alla fontanella dove c'era il ristoro
della Gran Fondo del Sestriere, pronti, partiamo, la giornata
sembra ottima, non si vede una nube in cielo, è freschetto,
la temperatura è attorno agli 11° e il vento contrario
si aggiunge alla salita. Dai 1032 metri di Salbertrand, dobbiamo
arrivare al Colle
Sommeiller a 2991 metri. Fino
a Bardonecchia, a 1260 m, si percorrono i 16 Km di asfalto
della statale poi, inizia la salita era e propria. I primi
6,5 Km, fino Rochemolles,
sono ancora asfaltati poi, fino alla meta, tutto sterrato
con tratti anche abbastanza sconnessi. La sera prima e in
parte della notte ha piovuto abbondantemente ma, per fortuna,
non troviamo fango se non in qualche brevissimo tratto, in
alto si vede la neve fresca. Con la temperatura sempre piuttosto
bassa e il vento che a tratti soffia gelido, in alcuni momenti,
siamo costretti a percorrere qualche tratto camminando per
riuscire a scaldare i piedi. Dopo 2 ore di scalata, superato
l'abitato di Rochemolles, a 1657 m, superiamo la diga del
lago omonimo e arriviamo nell'ampio vallone dove è
situato il Rifugio
Scarfiotti, a 2156 metri. Entriamo al caldino
e ci beviamo un bel tè bollente, giusto per scaldarci
un pochino. Il panorama è davvero superbo, ci sono
tutt'intorno monti che ci sovrastano e intagliano l'azzurro
del cielo, le cime a nord sono bianche di neve fresca. Ripartiamo,
ci mancano ancora 13 Km di salita, i più belli ma anche
i più faticosi, il sole batte forte ma non riesce a
contrastare il vento freddo, nonostante la salita non scende
nemmeno una goccia di sudore. Alle 15 circa arriviamo in vetta,
ci sono 4 auto fuoristrada di turisti tedeschi e niente altro,
non un rifugio, nulla, solo sassi e neve, la strada finisce
qui.
Il Rifugio Ambin è stato demolito l'anno scorso.
Fa' molto freddo, il tempo di qualche foto e giù, di
nuovo, velocemente al rifugio per una ulteriore breve sosta.
Sono già le 16 e dobbiamo ancora scendere di 200 m
prima di imboccare la strada Decauville che porta ai Bacini
Fregiusia, a 1922 m, e poi al Forte
di Foens a 2177 m. Al forte arriviamo verso le
17:30, vediamo giù, la valle di Susa, non c'è
anima viva, solo 2 con moto da trial che salgono su per la
montagna un attimo prima del nostro arrivo. La strada, chiamata
"Sentiero
Balcone" si snoda ad oltre 2000 m, dentro
e fuori dai valloni, ad un tratto troviamo un bivio, una strada
sale ancora più in alto e l'altra scende al
Forte
Pramand. Consultiamo la cartina e scendiamo,
sappiamo che incontreremo una galleria buia, la Galleria
dei Saraceni, ma sappiamo anche che, percorrendo
un sentiero esterno, è possibile evitare di attraversarla.
All'imbocco della galleria vediamo il sentiero che parte alla
destra, lo seguiamo per un tratto e poi, amara sorpresa, una
frana lo ha interrotto per un tratto di circa 10 metri. E'
impossibile andare oltre, ritorniamo all'imbocco della galleria,
cerchiamo di entrare per attraversarla al buio tastando, con
le mani, le pareti di cemento. Massimo è davanti, ha
già vissuto l'esperienza di attraversare una galleria
buia, è quasi certo di farcela, prosegue a tastoni
e noi dietro a pochi metri. Ad un tratto vede un chiarore
strano, non identificabile, ancora due passi avanti e si ritrova
con i piedi a bagno, è acqua che riflette la poca luce
che ancora filtra dalla imboccatura. A questo punto, decidiamo
di non rischiare oltre e facciamo dietro front.
Dopo la Galleria avremmo avuto 10-12 Km di discesa e saremmo
arrivati a Salbertrand, invece, dobbiamo risalire ancora 100
m di dislivello prima di iniziare la discesa verso Bardonecchia.
Vicino a dei ruderi notiamo un'auto con qualcuno a bordo,
Massimo si avvicina per chiedere informazioni o magari per
aiutarci ad attraversare la galleria ma questi, intenti a
fare chissà cosa, non lo degnano neppure di un cenno.
Non ci resta che tornare sui nostri passi, risaliamo faticosamente
fino al bivio e riprendiamo la stradina percorsa poco prima.
Prima del Forte
Foens c'è una stradina che scende ma nessuna
indicazione solo un cartello di divieto di transito. Sulla
cartina è segnata una stradina che scende ma non riusciamo
a capire se è questa oppure no ed allora via, proseguiamo
verso il Forte e poi ancora ai Bacini Fregiusia, e finalmente
alla strada che scende a Bardonecchia. Percorriamo qualche
km di discesa e, sfortuna vuole, Massimo buca la posteriore.
In un attimo ripariamo e ripartiamo, sono quasi le 20, il
sole sta lentamente tramontando, per ora c'è abbastanza
luce ma dobbiamo affrettarci. Qualche Km di discesa e finalmente
inizia l'asfalto, adesso possiamo scendere più veloci
ma a Bardonecchia arriviamo col buio alle 20:50 circa. Adesso
ci mancano solo 16 Km tutti di discesa, lungo la statale.
Quasi al buio, aiutati solo dalla luce del primo quarto di
luna e da quella dei fari delle poche auto, dandosi il cambio
a tirare, con le ultime energie rimaste, in un attimo, così
ci è sembrato, alle 21:20, arriviamo all'auto. L'avventura
è terminata, siamo rimasti in sella per oltre 9 ore,
percorrendo 122 Km e superando circa 3000 di dislivello, adesso
possiamo tranquillizzare nuovamente le nostre famiglie, a
mezzanotte circa, saremo di nuovo a casa!
A parte l'inconveniente della frana è stato davvero
un bel giro, certo, molto impegnativo ma di grande soddisfazione
che, abbreviato un pochino, potremmo riproporre l'anno prossimo.
Vedi
le foto.
Paolo Belloni |
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| Mercoledì 23
Agosto, al Monte
San Martino , sopra Duno,
in Valcuvia.
La meta generale è Duno, in Valcuvia, dove io sono
stato in vacanza per molti anni, per un bel pranzo con grigliata
alla Pro Loco e, per alcuni più tenaci, la vetta del
Monte San Martino, qualche km oltre.
Ritrovati come sempre in via Capuana e formato il gruppo,
rapidamente, percorrendo la varesina arriviamo a Varese, lo
attraversiamo, proseguiamo per Rasa e poi Brinzio, svoltiamo
per Castello Cabiaglio, scendiamo a Canonica e in breve arriviamo
all'inizio della salita che in 3,5 Km porta a Duno.
Un gruppo, già soddisfatto, si ferma a Duno e un altro
prosegue per la vetta del Monte San Martino dove si trovano
il Sacrario ai Caduti della 2° guerra e e delle grotte.
La salita, lunga 7 Km, è piuttosto impegnativa, con
tratti anche abbastanza lunghi con pendenze del 13-14%. Abbiamo
impiegato circa un'ora per raggiungere la vetta ma la fatica
è stata ripagata da un pamorama che spazia dal Lago
Maggiore al Campo dei Fiori e al Martica che ci siamo goduto
a pieni polmoni.
Giù alla Pro Loco abbiamo gustato una grigliata eccezionale,
ottima e super abbondante, preparata dai gestori, Paolo e
famiglia. Dopo tutta la fatica del mattino ci è sembrata
una giusta ricompensa!
Il ritorno è stato tranquillo passando per Gavirate,
Schianno e poi lungo la Valle Olona, in 3 ore siamo giunti
a Rho, verso le 17:45.
19 i partecipanti: Augusto Castoldi, Clara Benazzo, Gianni
Marnini, Giovanni Colombo, Marino Colombo, Massimo Pelizzari,
Angelo Borghetti, Andrea Perillo, Marcello Marzi, Cesare Guaraldo,
Cesarino Del Frate, Vincenzino Corrarati , Domenico Aliprandi,
Gabriele Gallo , Emilio Citroni, Carlo Borsani, Piero Bertacco
e gli amici Angelo Barera e Giuseppe di Milano. Vedi
le foto.
Augusto Castoldi |
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| Martedì
8 Agosto, in Mtb ai Piani di Bobbio, Valtorta, Cornello
dei Tasso, Culmine San Pietro.
Era da un pò che consultavamo la cartina dei sentieri
della bergamasca in cerca di un itinerario da fare in mtb
e, finalmente, decidiamo di partire da Barzio per salire lungo
la gippabile fino a ai Piani di Bobbio e poi scendere in Valtorta,
percorrere un tratto di Valle Brembana e attarverso la Val
Taleggio valicare il Culmine San pietro per poi scendere di
nuova a Barzio, in tutto circa 80 km.
La strada che porta ai Piani di Bobbio oltre che essere parecchio
ripida si presenta in molti tratti parecchio sconnessa per
via di lavori in corso sulla stessa tanto che riusciamo a
percorrerla per metà a piedi e per metà, con
molta fatica, in sella, attraversando più volte la
pista da sci. Certo il panorama sul Grignone e sulla Valasassina
valgono la fatica spesa.
Una breve sosta al Rifugio Ratti, uno sguardo attorno, al
Monte Orscellera, allo Zuccone Campelli, al Pizzo dei Tre
Signori e di nuovo al Grignone e iniziamo la discesa verso
Valtorta. Pensamo di trovare la strada completamente sterrata
ed invece, delusione, dopo poco comincia l'asfalto fino alla
partenza degli impianti di risalita. Proseguiamo poi su una
strada piuttosto larga fino all'abitato di Valtorta e poi
giù ancora fino al fondo alla valle a Olmo al Brembo,
percorriamo qualche Km di statale, risaliamo a Camerata Cornello
e poi su sentiero raggiungiamo Cornello dei Tasso. E' mezzogiorno,
in questo piccolo ed antico borgo, c'è una trattoria,
proprio quello che ci vuole, un bel piatto di pasta al pesto
e polenta con capriolo ci ritempra le forze e lo spirito.
Scendiamo lungo un sentiero e raggiungiamo Oneta, il paese
natale di Arlecchino e, da qui la Valle Taleggio. Percorriamo
la lunga valle passando per quei punti caratteristici stretti
dove la strada è scavata nella roccia, che minacciosa
è sopra le nostre teste, fino a Olda e poi ancora in
valle aperta fino ad Avolasio e di nuovo aggrappata alla costa
della montagna, passando sopra a Morterone, fino Culmine San
Pietro, punto separazione tra la Valle Taleggio e la Valsassina.
Vedi
le foto.
Paolo Belloni |
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Il Santuario di Crea |
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Le stradine del Monferrato. |
Mercoledì 2 Agosto, a Moncalvo
e al Santuario
di Crea
Avevamo in programma una gita in Val di Rezzo
ma le previsioni meteo, all'ultimo istante, ci hanno consigliato
una deviazione nel Monferrato.
Dal cilindro di Massimo esce un itinerario che partendo da
Santa Maria del Tempio, tocca, Frassineto Po, Ticineto, Occimiano,
Mirabello, Lu, Conzano, Camagna, Vignale, Montemagno, Calliano,
Moncalvo, Ponzano, Santuario di Crea, Ozzano, Rosignano, Terruggia.
Partiamo con un'afa incredibile, il cielo è grigio
di umidità ma temperatura è, stranamente, moderata.
Dopo un primo tratto di pianura previsto per la fase di riscaldamento,
iniziano i saliscendi continui, con tratti in fondo valle
alternati da passaggi in cresta di collina col panorama a
destra e a sinistra. Ci raggiungono due ciclisti della zona,
pensionati come noi, che ci accompagnano fino a Vignale, ci
illustrano i dintorni e ci segnalano le fontanelle.
Saliamo al Santuario di Crea ma, ci dobbiamo accontentare
di guardarlo da fuori perchè dalle 12 alle 15 è
chiuso. Cerchiamo un ristorantino, la ricerca è un
poco difficoltosa, dobbiamo percorrere ancora una decina di
km, a Ozzano troviamo un bel posticino, il Ristorante dell'Opera,
fresco, con le bici sott'occhio e sopratutto un menu da 10
Euro ottimo ed abbondante. Terminiamo il giro un pò
seguendo l'itinerario e un pò l'istinto, percorrendo
stradine strette e tranquille tra ville vigne e castelli.
Gianni Castellenghi è felicissimo, qui non c'era mai
stato ma, si è ripromesso di ritornerci.
Partecipanti: Massimo Pelizzari, Paolo Belloni, Gianni Marnini,
Giancarlo Costantin, Doriano Mezzanzanica, Roberto Occa, Gianni
Castellenghi, Mariano Tognini.
Paolo Belloni |
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Mercoledì
26 Luglio - Gita con pulmino, all'Alpe
Pala, nel Parco
della Val Grande.
Promotore: Massimo Pelizzari. Per
pulmino, 22 Euro.
Dall'uscita di Arona,, Alto Vergante, Gignese, Val Sovazza,
Armeno, Omegna, Gravellona, giro del Lago di Mergozzo, San Bernardino,
Cambiasca, Miazzina, Alpe Pala, per chi vuole si può
salire ancora qualche km fino alla Cappella
Finà.
Ritorno a sorpresa, magari passando dal lago d'Orta! |
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| Mercoledì
19 Luglio è apparso sul Corriere della Sera un
Articolo dedicato a Gilio Pallini e il suo viaggio a Santiago
de Compostela e il 21 Luglio sera, una troupe della
RAI lo ha intervistato, presso la sua abitazione, per una
trasmissione che avrebbe dovuto parlare del rapporto tra nonni
e nipoti e nella quale sarebbe apparso in bici con maglia
Amspo.
Avrebbe dovuto andare in onda mercoledì 26 luglio alle
14, su Rai 2 ma, pare che non sia successo .....
Venerdì 26 maggio, Gilio Pallini, instancabile
ciclista della lunga distanza è tornato dal suo lungo
viaggio in bici da Rho a Santiago de Compostela. Nel programma
aveva previsto di tornare in bici ma dopo la lunga sfacchinata
dell'andata, ha preferito tornare in treno. Una bella impresa
in ogni caso e, conoscendolo, un bel pellegrinaggio !
Da noi tutti i più vivi complimenti!
Ci ha promesso foto e diario di viaggio quindi, appena possibile
saranno pubblicate immagini ed emozioni del viaggio. |
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| Mercoledì
19 Luglio - Gita in pulmino a Balocco per il Santuario
di Graglia, nel Biellese. Vedi
le foto. Promotore: Massimo Pelizzari. Per
pulmino, 27 Euro.
Hanno partecipato: Massimo Pelizzari, Giuseppe Fina, Paolo
Belloni, Gianni Marnini,
Il biellese è una zona da noi poco frequentata quindi,
l'itinerario presentato da Massimo si presentava come una
occasione da cogliere al volo, 130 km di continui saliscendi
e tratti anche impegnativi..
Lasciato il pulmino a Balocco, ci dirigiamo a Buronzo, poi
verso Carisio, svoltiamo a dx verso Salussola, sempre percorrendo
stradine poco battute, saliamo al Castello di Roppolo dal
quale, particolarmente oggi con un cielo limpido, si gode
un bel panorama sul Lago di Viverone.
Scendiamo, costeggiamo il lago puntando su Alice Castello,
attraversiamo Borgo d'Ale e, passando in mezzo al verde arriviamo
al Castello
di Masino, ora di proprietà del FAI
(Fondo per l'Ambiente Italiano). Anche da qui guardando verso
nord si vede la Serra di Ivrea e, dietro, i monti di Oropa
e la Colma di Mombarone.
Il percorso prevede di sfiorare Ivrea e passando tra i laghetti,
salire a Chiaverano e poi fino ad Andrate,
da 240 a 836 metri di quota, su stradine strette e ripide
che attraversano i boschi tra qualche rara casetta.
Dal balcone di Andrate, si possono vedere i 4 laghetti di
Ivrea, il lago di Viverone e il lago di Candia. Saliamo ancora
1 km ed arriviamo al passo di Croce Serra, a 853 metri, per
poi scendere rapidamente verso Netro ma, a Ceresito, svoltiamo
a sinistra per una stradina veramente stretta e ripida che
ci porta in qualche km immersi in un paesaggio montano, attraversando,
con una serie di curve, un minuscolo borgo e sempre con pendenze
di almeno il 10% e tratti fino al 20% (la mia "bolla"
era andata a fondo scala), sbuchiamo sull'altra strada, non
asfaltata, chiamata il "Trecciolino", che sale da
Andrate. Bossola, la meta per il pranzo, è a non più
di 1 km.
Al ritorno scendiamo al Santuario di Graglia, sostiamo qualche
minuto, il tempo per una visita al Santuario con il cupolino
in cima alla cupola che sembra vero ed invece è abilmente
dipinto, uno sguardo attorno, il cambio dell'acqua nelle borracce
e poi ancora giù a Occhieppo Inferiore, senza entrare
in Biella puntiamo su Candelo. Qui c'è il Recetto,
un antico borgo medievale completamente ristrutturato, molto
interssante da visitare durante una delle numerose manifestazioni
organizzate.
Da qui a Balocco, passando per Mottalciata, Giffenga e Buranzo,
è tutto pianeggiante e caldo anzi, caldissimo!
A Balocco dopo aver caricato il pulmino ci infiliamo nel
bar con aria condizionata, dove al mattino ci siamo bevuto
il caffè, ci gustiamo una bella birra fresca ed acquistiamo
il riso locale a ricordo della bella giornata.
Paolo Belloni |
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Mercoledì
12 Luglio - Gita con pulmino o auto proprie, al Santuario
di Varallo Sesia.
Promotore: Massimo Pelizzari. Per pulmino, 22 Euro. Partenza
in bici dalla uscita autostrada ad Arona, sponda ovest del Lago
d'Orta, Colma di Arola, Varallo, Santuario, Varallo, Borgosesia,
Boca, etc.
Hanno partecipato: Massimo Pelizzari, Giancarlo Costantin, Dario
Re, Cesare Guaraldo, Augusto Castoldi, .............. |
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Domenica 2 Luglio - Montevecchia
Alle 7 di una bella mattina, fresca e soleggiata, con un
gruppo allegro e tanta voglia di pedalare, partiamo per una
meta in una zona da noi scarsamente frequentata, Montevecchia.
Attraversando il Parco di Monza, vediamo tanta gente amante
del vivere nel verde che corre e sosta per fare ginnastica.
Pedalando con buon ritmo e chiaccherando, in un attimo ci
ritroviamo alla base della salita che porta su a Montevecchia.
Tutti con il fiatone affrontiamo le dure rampe e lentamente
saliamo. Un poco affaticati, ma felici, ci godiamo il bel
panorama sulla brianza, sorseggiando un caffè, per
ricaricarci.
Al
ritorno cambiamo strada, passiamo per Monticello, un altro
luogo da noi poco
frequentato, e piano piano, torniamo a casa, soddisfatti.
Clara Benazzo |
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Domenica 2 Luglio - Passo del Cirone
È una fresca e serena mattinata, quella in cui io
ed il mio babbo abbiamo deciso di affrontare i 22 Km del Passo
del Cirone che, il giorno prima, avevamo studiato con un'attenta
ricognizione in auto.
Partiamo da Villafranca in Lunigiana (MS), intorno alle otto
del mattino, in modo da poter affrontare la salita con temperature
più fresche e ragionevoli, procediamo sulla strada
statale della Cisa per una quindicina di Km fino ad arrivare
a Pontremoli, qui attraversiamo il ponte sul fiume Magra ed
il seguente passaggio a livello, eccoci ad affondare i primi
chilometri di lieve salita (3/4 % di pendenza media), superiamo
il ponte sulla Magriola e proseguiamo sul Passo della Cisa
per un paio di Km fino al bivio col Passo del Cirone .
E' da qui che l'ascesa vera e propria si presenta con 4 Km
di mangia e bevi, fino al piccolo paese di Mulinello, da quì
in poi è salita vera, mancano 16 Km alla cima, e sono
chilometri davvero impegnativi, le pendenze non scenderanno
più sotto il 6% (pendenza media) perciò, è
da questo momento in poi, che io e mio papà decidiamo
di salire ognuno con il proprio passo; la strada s'inoltra
in una fitta boscaglia, che lascia spazio a qualche terrazzamento
di vigneti, nei pressi dei pochi paesini, che s'incontrano
lungo l'ascesa; la strada si presenta piuttosto rovinata,
inoltre salendo verso la cima troviamo anche diversi smottamenti.
Quando mancano 5/6 Km al passo, incontro un piccolo cagnolino
da caccia, che silenzioso mi accompagna per circa cinquecento
metri lungo la salita per poi rientrare nella boscaglia, come
se mi volesse avvisare di quello che stava per aspettarmi;
infatti quando mancano 3 Km alla vetta arriva il tratto più
duro di tutta la salita, le pendenze s'impennano improvvisamente
sul 8/9 %, con un paio di tornanti che arrivano al 12% e vi
posso assicurare, che dopo tutti i chilometri di salita precedenti,
quest'ultimo tratto può risultare molto faticoso, se
non si ha un buon allenamento, l'incubo dei crampi diventa
realtà.
In cima ci aspetta una meritata sosta ed un bel panorama,
siamo finalmente arrivati al Passo del Cirone, che divide
la Toscana dall'Emilia Romagna, a 1200 m d'altitudine e dopo
aver scattato qualche foto, ci avviamo verso casa.
Affrontiamo il primo tratto di discesa e chi incontriamo?..."il
piccolo cane" da caccia, che si lancia in una corsa senza
fiato e ci accompagna
per un chilometro abbondante fino a quando sfiancato inizia
a rallentare; ma le sorprese non finiscono qua; ci attende
ancora un altro incontro ravvicinato, infatti ci siamo dovuti
fermare davanti ad alcune mucche che scendevano a valle.
Il resto del ritorno verso casa è una vera e propria
passeggiata, dove dopo esserci rinfrescati ci aspetta un pranzo
pieno di prelibatezze locali.
Daniele de Simone |
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| Venerdì 30
Giugno - al Santuario
di Prascondu, Frassinetto, Chiesa
di S. Elisabetta
Sfogliando l'Atlante d'Italia alla ricerca di nuove mete,
avevo da tempo notato, nel canavese, una stradina che conduceva
al Santuario di Prascondu, che probabilmente significa "nascosto",
come in milanese; in effetti non si intravede mai se non agli
ultimi 200 metri. Un'altro paesino che mi solleticava la curiosità
era Frassinetto sulla costa est della val Soana che ricordavo
di aver visto arrampicato sulla montagna, qualche anno fa,
in occasione di una gita a Piamprato e Campiglia Soana.
Steso a grandi linee l'itinerario partendo da Santhià,
decido di partire all'avventura, sono circa 160 km con circa
22 di salita certa, la bici da corsa è dal meccanico
e così decido di usare la mountain bike, il percorso
è un pò lunghetto ma non impossibile.
Salto sul treno per Torino, a Rho, alle 6,14 ed alle 7:10,
puntuale, sono a Santhià, parto immediatamente seguendo
l'itinerario: Alice Castello, Borgo d'Ale, Cossano, Caravino,
Strambino, San Martino, Bairo, Castellamonte, Cuorgnè,
Pont Canvese, Sparone.
Sulla cartina, forse per la fretta, non avevo notato alcun
saliscendi di rilievo, invece, ci sono e come, oltre ad un
leggero ma continuo salire. A Sparone, abbandonata la larga
strada di fondovalle si comincia a salire, con tratti ripidi
alternati ad altri meno, lentamente si sale, si vede il fondo
valle allontanarsi fino a scomparire alla vista, prima di
Ribordone la strada passa sotto alle case, e sale sempre a
tratti a larga ed a tratti stretta. Per qualche chilometro,
l'asfalto reca "tracce fresche" del passaggio di
un gregge, e ad un tratto eccolo lì a sbarrare le strada.
Ci sono le poche auto che mi hanno superato ferme in paziente
attesa. Non mi resta altro che fare altrettanto aspettando
che il gregge imbocchi una stradina per qualche pascolo. Riparto,
la sosta non mi ha disturbato anzi, mi ha permesso di riposare
un pochino, passo Ribordone con suo antico ponte romano e
la chiesetta, e arrivo all'ultimo abitato, Talosio. Ancora
un chilometro ed ecco comparire il Santuario; si sentono grida
di bambini che giocano, è un gruppo di un oratorio
di Novara in vacanza qui per una settimana. Il Santuario è
semplice come tutti i santuari di montagna e qui domenica
2 luglio farà tappa per una visita, il raduno delle
auto, le 500 bicilindriche. A lato c'è il museo della
valle col custode al quale chiedo dove porta la stradina sterrata
che prosegue arrampicandosi sulla montagna retrostante; mi
mostra una cartina dettagliata della zona, sale fino ad oltre
1800 m, almeno 500 m più su, e poi scende ripida a
Grangia in valle Soana. Sono da solo e non è certo
il caso di avventurarmi su questa strada, dico al custode
che salirò a Frassinetto e lui, subito, mi indica una
strada sterrata che porta al Santuario di Santa Elisanetta,
un'altra meta che avevo già adocchiato sulla cartina.
La salita a Frassinetto non è particolarmente impegnativa,
non ho la "bolla" ma non mi sembra che non superi
mai il 10%, semmai è il caldo del sole che batte a
picco, a far sprizzare abbondante sudore e, per fortuna, le
fontanelle di acqua fresca non mancano. Alle 14 arrivo a Frassinetto,
mi fermo in un bar per un breve ristoro, mi informo sullo
stato della strada per Santa Elisabetta e riparto. Uno mi
dice che è tutta asfaltata, "peccato" penso,
un altro mi dice che è sterrata, "meglio così",
almeno un pò ci vuole!
Invece, avevano ragione entrambi, era in gran parte asfaltata
con qualche tratto sterrato.
Il panorama sulla valle dell'Orco tiene continuamente compagnia,
non incontro anima viva se non allo scollinamento dopo aver
salito circa 300 m di quota. Giù, forse a 1 km in linea
d'aria, si vede bianco il Santuario di Santa Elisabetta, mi
fermo un attimo a osservare e a godermi un pò di aria
fresca, incontro due centauri, un padre con la figlia di 10
anni circa con le moto da trial risaliti da uno stretto sentiero,
chiedo informazioni su una stradina che si vede scorrere molto
più su, porta ad una cava di quarzo. Riparto scendendo
lentamente, centellinando la discesa, una visita all'interno,
una preghiera, uno sguardo dal balcone su Courgnè e
poi tutta discesa fino a valle. Avrei voluto, per semplicità,
rifare l'itinerario dell'andata ma, a Bairo, sbaglio e mi
ritrovo ad Agliè quindi, decido di passare dal lago
di Candia allungando ancora di più la strada. Arrivo
alla stazione di Santhià alla 19:33, mentre sta partendo
il treno per Rho, prendo il prossimo, un'ora dopo, e prima
delle 22 arrivo a Rho. Sono stato in sella per poco meno di
10 ore ed ho percorso 198 km in mountain bike. E anche questa,
è fatta! Vedi
le foto.
Paolo Belloni |
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| Mercoledì
21 Giugno - Alpe Cheggio, in Valle Antrona
Partenza da Rho alle 7 anzi, un pò più tardi
perchè, come al solito, "il Mario" è
arrivato in ritardo.
A Baveno parcheggiamo il pulmino, sistemiamo le bici e partiamo
per l'Alpe Cheggio come da dettagliato programma stilato dal
nostro cartografo, Massimo Pelizzari.
La giornata è ottima, l'aria è limpida e la
sponda lombarda del lago sembra ad un passo. A Feriolo attraversiamo
Toce, costeggiamo il lago di Mergozzo, percorriamo la tranquilla
strada sul lato est della Val d'Ossola e riattraversiamo il
Toce a Villadossola, da qui, a 257 m s.l.m inizia la Valle
Antrona e la salita che, in 16 km, ci porta ad Antrona Piana
e poi con altri 6 km abbondanti, un pò più impegantivi
ma bellissimi perchè con un paesaggio incantevole e
frequenti fontane di acqua fresca per ciclisti assetati, giungiamo
a Cheggio, l'ultimo paese della valle, a 1474 m di quota.
Troviamo un bel ristorantino proprio di fronte ad una chiesa
del milleseicento e nell'attesa del pranzo alcuni di noi fanno
una puntatina alla diga del Lago Cavalli, 500 metri più
avanti, una poderosa opera del 1924 che forma un grande e
bellissimo lago.
Prima di rimetterci in sella chiediamo alla ragazza che ci
ha servito il pranzo, come sarà il tempo nel pomeriggio
e la risposta è: "Non piove mai ...........! "
Ma, ironia della sorte, dopo 10 minuti un bel temporale ci
costringe a rimandare la partenza! Passato il temporale ci
avviamo per la discesa e, ad Antrona, Massimo insiste per
fare una deviazione a visitare un altro lago, il Lago di Antrona.
Questa deviazione ce la ricoderemo sia per la durezza di alcune
rampe, rese ancora più dure per la pancia piena che,
sopratutto, per il temporale estivo che ci colpisce in pieno
e ci inzuppa in un attimo e del lago, nessun ricordo!
Per fortuna la strada è in discesa e il fondo valle
d'Ossola è ventoso così, arriviamo a Baveno
praticamente asciutti.
Siamo tutti entusasti per aver visto una splendida valle,
tra le più belle viste finora.
Una gita che merita di essere ripetuta!
Partecipanti:
Mario Bartalini, Dario Re, Massimo Pelizzari, Enrico Colombo,
Gianni Marnini, Giancarlo Costantin, Cesare Guaraldo e Marino
Colombo. Vedi
le foto.
Gianni Marnini |
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2 lavorano e 2 guardano |
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La Penüdria è finita! |
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E adesso .... |
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... tutti a tavola! |
Mercoledì 14 Giugno, Gita in
Svizzera alla "Penüdria" e al Colle dei Sette
Termini.
In 17 sono partiti per andare a scalare la famosa quanto
dura salita, in Svizzera nel Malcantone, altri 12 avevano
come meta la vetta del Monte Sette Termini, sopra Montegrino.
L'appuntamento era al solito ristorantino di Induno Olona.
I primi, partiti alle 7:00, passato il valico di Bizzarrone,
si sono diretti a Lugano per poi dirigersi verso Gravesano,
sulla strada da Ponte Tresa a Bellinzona. Da qui, parte una
salita tra le più dure del Ticino, non è particolarmente
lunga, solo 4,3 km ma ha un tratto iniziale con punta massima
del 22% ed una pendenza media del 11.9 %.
Il commento dei partecipanti ha confermato la durezza di questa
salita poco lontano da noi ma piuttosto sconosciuta, la prima
volta l'abbiamo scalata nel 2005. Clicca
qui per vedere, nel sito di salitomania.it
la descrizione dettagliata e il grafico della salita.
Ad Arosio, punto di arrivo, c'è, per fortuna, una bella
fontanella con un'acqua freschissima, con la quale sciacquarsi
il viso e le braccia e riequilibrare i liquidi in corpo, proprio
quello che si può desiderare dopo una salita così!
La strada prosegue poi attraversando alcuni paesini e piano
piano scende verso il valico di Cremenaga poi, ciliegina sulla
torta, anzichè costeggiare il Tresa la cui strada è
interrotta per frane, , superando dapprima un "muretto
interessante" e poi percorrendo una bella stradina panoramica
si sale a Viconago. Da qui, in 35-40 minuti, percorsa la Valganna,
si giunge all'apuntamenteo, ad Induno Olona.
Il gruppo di 12, invece, parte alle 7:30, punta su Varese
e percorre la Valganna fino a Ghirla, piega a sinistra verso
Grantola, scende al paese e poi svolta a destra per salire
dapprima a Montegrino e poi al Sette Termini, una bella stradina
ombreggiata che in 5-6 km sale nel verde fino alla colma e
poi scende sempre nel verde, con ampi scorci di panorama sulla
Valganna, fino a Fabiasco. E' questa una bella salitella tranquilla
e poco frequentata che raramente entra nei nostri itinerari.
Al ristorante di trovano anche Gigi che piano piano ci ha
raggiunti percorrendo la valle Olona evitando le salite e
Paolo che è salito a Sant'Antonio, da Nasca, e poi
al San Michele per poi scendere a Mesenzana, risalire la Grantola
e via ancora in Valganna.
Al ristorante il gruppo "Penüdria" arriva con
mezz'ora di ritardo, un pochino sconvolti ma soddisfatti,
molti non la conoscevano ed erano alla loro prima scalata! |
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Dal
17 al 21 Maggio - Gita in pulmino, ad Agugliano,
in occasione della partecipazione alla Gran Fondo "La Marchigiana".
Promotore: Gianluigi Re. Per pulmino, 30 Euro.
Hanno partecipato: Gianluigi Re, Mario Bartalini, Piergiorgio
Colombo, Andrea Perillo, Dario Re, Lorenzo Visentin. Vedi
le foto. |
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Domenica 28 Maggio, Raduno G.S. Mazzese
Chi ha partecipato e si sente di scrivere un racconto di
come è andato il raduno, lo invii p.f. a: info-amspo-rho@aruba.it |
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Domenica
21 Maggio, Raduno a San Vittore Olona
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| La premiazione
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Il gruppetto rimasto |
Al Giro 24° Giro delle 3 Province - 1^ prova reg. Camp.
Italiano Fondo per società e 1^ prova Camp. Lombardo
Fondo per società, in 26, ci siamo classificati al
1° posto. |
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| Venerdì
28 aprile - 2 Maggio, Gita in pulmino, in Sardegna
a Calangianus.
Per pulmino 248 Euro.
Capitati da Giorgio Visentin, hanno festeggiato con gli amici
sardi il 10° anno di fondazione dell'
Amspo Calangianus. Airoldi Angelo, Colombo
Piergiorgio, Foschetti Roberto, Gorla Ezio, Mariani Pierangelo,
Muriglio Tommaso, Perillo Andrea, Scarazini Lorenzo.
Purtroppo non abbiamo foro, quelle scattate non sono state
di quelità soddisfacente. |
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| Domenica
23 Aprile, Raduno a Settimo Milanese Il Raduno di Settimo
Milanese, si è svolto in una bella giornata, forse
tra
le prime belle giornate di questa primavera, e ci ha dato
l'occasione per sfoggiare
la nostra nuova maglietta col Tricolore.
I nostri Soci sono accorsi numerosi e quindi, come ci capita
spesso, siamo
stati i "soliti vincitori del trofeo", espressione
usata dallo spiker.
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| Tutti
con la nuova maglietta |
Il primo
trofeo del 2006 |
Giovanni
in bella posa |
I primi 4 in classifica finale:
1° G.S. Amspo
2° Cusago
3° G.S. Pedale Novatese
4° La Gioiosa |
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| Marco, detto
"Brontolo" |
Sergio,
in meditazione |
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| Valerio,
dopo le birre. |
Chi,
distrae Alessandro? |
Sabato 18 Marzo, Ovada Alla gita
di allenamento, da Ovada a Ovada di 148 km, hanno partecipato
i sette della "Serie A", Giampiero Liberali, Sergio
Morabito, Roberto Occa, Valerio Ottolina, Marco Paleari, Alessandro
Panigada e Lorenzo Visentin.
La sera prima ci siamo accordati per il ritrovo, alle ore
6,30, al consueto parcheggio vicino alla Citterio, il tempo
di caricare le biciclette e via, sulla strada non troviamo
traffico e arriviamo al casello di Ovada alle 8 in punto,
nelle vicinanze del casello troviamo un posto dove lasciare
il pulmino, una veloce colazione, i preparativi e, verso le
8,45 siamo tutti pronti, partiamo in direzione di Acqui Terme.
La temperatura è attorno a 4 gradi, tutt'altro che
che primaverile! Fortunatamente, lasciando l'abitato di Ovada
troviamo una salita, di circa 2 km al 7% di pendenza, che
ci aiuta a scaldarci.
La giornata si preannuncia divertente, come sempre, il nostro
compagno "Brontolo" ovvero Marco, comincia a lamentarsi,
il suo cardiofrequenzimetro non funziona o per lo meno funziona
a fasi alterne così, a turno, ci dobbiamo sorbire le
sue lamentele.
Ad Acqui Terme ci dirigiamo verso Sassello, la città
degli amaretti, da qui il percorso incomincia a farsi un po'
impegnativo, "qualcuno" incomincia ad avere momenti
di crisi, visto la vita spericolata che sta facendo ultimamente,
attraversiamo il comprensorio del Parco del Beigua salendo
al Colle Giovo da qui, si scendendo verso Albisola Marina
la temperatura torna ad essere accettabile ed arrivati sull'Aurelia
troviamo un piacevolissimo tepore e un bellissimo panorama.
Prendiamo direzione Genova, lungo il mare, ci fermiamo a Varazze
per assistere al passaggio della Classicissima Milano -San
Remo, cogliamo l'occasione per mangiare qualcosa e quì
"Brontolo" dà il meglio di sè.
Dopo il passaggio dei corridori ripartiamo per salire al Passo
del Turchino, il gruppetto si spacca in due pezzi, gli scalatori
volano sulle rampe del Turchino mentre, i passisti con ancora
qualche chilo di troppo avanzano tranquilli verso la cima
sapendo che poi si rifaranno sul falso piano. Si scollina
scendiamo verso Masone, Campo Ligure e Rossiglione e i passisti
prendono il largo rimediando alla figura fatta poco prima
in salita. In un attimo arriviamo al pulmino, ci diamo una
veloce lavatina, carichiamo le biciclette e per festeggiare
la bellissima giornata trascorsa, spariamo botti con bottiglie
di Prosecco che accompagniamo con salumi e dolce finale.
Mi auguro che per la prossima volta, visto il gran numero
di tesserati, ci sia una maggiore partecipazione, posso assicurare
che il programma merita ............
Alla prossima
G.Liberali & company
Questo il percorso se, eventualmente, qualcuno volesse ripercorrerlo
:
da Ovada, in direzione Acqui Teme sulla SS n°334 per Sassello
superando il Passo del Colle del Giovo, 516 mt, scendere verso
Albisola Marina. Sull'Aurelia prendere direzione Genova, a
Voltri lasciare la statale e imboccare la SS 456 per salire
sul Passo del Turchino, 532 mt, allo scollinamento scendere
per Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Ovada. In totale 148
km, circa. Buona Pedalata. |
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Domenica 12 Marzo, gita in pulmino
a Celle Ligure Per pulmino, 80 Euro.
Sono le 6 e mezza, poco dopo l'alba, il gruppo infreddolito,
formato da: Brembilla Carlo, Colombo Enrico, Catanzariti Carlo,
De Carlo Salvatore, De Simone Antonio, De Simone Daniele,
Fina Giuseppe (il nostro presidente), Liberali Gianpiero e
Montini Giancarlo, si ritrova sul piazzale davanti alla Citterio
per andare, col pulmino della società, verso il lungomare
di Celle Ligure (SV).
Dopo il breve viaggio, lasciamo il pulmino e fatte un paio
di foto di rito, ci mettiamo in sella alle bici e ci avviamo
sul lungo mare verso Bergeggi ed affrontiamo una breve salitella
di un paio di km che ci porta nella parte alta del paese poi,
riscendiamo a Torre Mare, attraversiamo le località
di Spotorno, Noli, Capo Noli, Varigotti e Finale Ligure per
arrivare a Pietra Ligure. Non abbiamo fatto molti km tuttavia
ci fermiamo per una breve sosta, per un meritato caffè
e per qualche foto ricordo.
Nel frattempo si è alzato un vento freddo laterale
tremendo, che ci tormenterà lungo tutto il tragitto
di ritorno, particolarmente da Màni in poi, dove si
deve affrontare una salita di 4-5 km, che porta su all'altopiano
di Màni.
In discesa verso Spotorno, il vento di tramontana continua
a soffiare insidioso e ci accompagna fino al pulmino, a Celle
Ligure.
Siamo un po' affaticati ma molto soddisfatti, è pomeriggio
inoltrato, è giunto il momento di mettere le gambe
sotto al tavolo per il pranzare e ridere sulle disavventure
capitate a causa del forte vento.
De Simone Daniele |
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Mercoledì
8 Marzo - Gita in pulmino in mtb al Beigua, in
Liguria, promotore: Gigi Re.
Per pulmino, 70 Euro.
Hanno aderito in 11: Gigi Re, Dario Re, Mario Bartalini, Lorenzo
Visentin, Fulvio Oltolina, Cesare Guaraldo, e Piergiorgio Colombo
come turista appiedato. In auto di Doriano Mezzanzanica, Matteo
Cataudo, Massimo Pelizzari e Paolo Belloni.
Da Varazze, un'avventura al Passo e lungo le pendici del Beigua
con neve e freddo e fango, questo il il clima ligure mentre
da noi splendeva il sole!
Nel link del Parco
del Beigua, oltre alle informazioni, ci sono anche
le previsione del tempo, per la prossima volta! |
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| La
premiazione |
Domenica 29 Gennaio, Premiazioni Regionali FCI, a Orzinuovi
Anche il Comitato Regionale ha organizzato delle premiazioni,
a Orzinuovi, nei pressi di Brescia, anche qui l'Amspo è
stato premiato per gli interessanti risultati conseguiti nella
stagione 2005.
Tratto dal sito della F.C.I.
nel mese di novembre 2005:
TROFEO LOMBARDIA 2005 CAMPIONATO LOMBARDO DI CICLOTURISMO
DI SOCIETA'
Classifica finale 1^ serie
0231 GS SironiTanzi punti 472
0778 GS Altopiano punti 299
1270 GS Pedale Novatese punti 276
0622 Gs Avis Siemens punti 259
0265 SC La Gioiosa Sport punti 259
0342 Gs Arbi Baby punti 247
0248 CCP Leri punti 243
1183 US Cusago punti 239
0214 GS AmsportRho punti 238
0164 US Nervianese punti 226
1227 VC Alcatel punti 190
2238 Sc Spianverde punti 177
0159 GS Delicatesse punti 171
0603 Gs Avis Ciclosp. Bergamo punti 142
0315 GTL ATM Milano punti 131
0669 GS Amici Pedale Aluser punti 119
1506 VC Brianza Salmilano punti 118
0123 GS Mazzese punti 116
0179 Sco. Cavenago punti 116
1018 SC. Settimo Milanese punti 87
2663 Pol. Circolo Giova Presso punti 87 |
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| Sabato
21 Gennaio, Premiazioni Nazionali FCI, a Spoleto.
Spoleto, famosa città d'arte, ha ospitato
la cerimonia di premiazione Nazionale della Federazione Ciclistica
Italiana per il settore Amatoriale alla quale erano presenti
i rappresentanti dei gruppi più numerosi che si sono
impegnati nel 2005 nei diversi Campionati.
Il nostro Consiglio Direttivo, quasi al completo,
ha voluto essere presente a questo evento di particolare importanza.
Vincere un Campionato Italiano di Cicloturismo di Società
non capita spesso!
Per rendere la gita ancora più interessante,
i nostri, hanno pensato bene di fare una puntatina in Val
di Chiana e gustarsi una bella fiorentina, a pochi giorni
dalla reintroduzione. Certamente una bella idea!
Tratto dal sito della F.C.I.:
Comunicato n: 55 del 28/11/2005
CAMPIONATO ITALIANO GRANFONDO CICLOTURISMO DI SOCIETA'
2005
A seguito delle osservazioni pervenute e delle
conseguenti verifiche, la classifica finale del Campionato
Italiano Gran Fondo di Cicloturismo di Società 2005
è così definita:
1° G.S. AMSPO (Lombardia) (173 + 107) =
p. 280
2° U.S. Pontoni (Friuli-Venezia Giulia) (93,5 + 68 ) =
p. 161,5
3° S.C.Lazzaro Goppion Cafè (Veneto) (57 + 78 )
= p. 135
4° U.S. Nervianese (Lombardia) (45 + 56 ) = p. 101
5° C.C. Piemonte (Piemonte) (81 + 18 ) = p. 99
6° G.S. Colle Jolly Montebelluna (Veneto) (4 + 83 ) =
p. 87
7° V.C. Bergamin (Piemonte) (36,5 + 49 ) = p. 85,5
8° S.C. Favaro Veneto (Veneto) (21 + 51 ) = p. 72
9° S.C. Nizza lingotto (Piemonte) (22 + 44 ) = p. 66
10° V.C. Frejus (Piemonte) (20,5 + 42 ) = p. 62,5
11° Michelin Sport Club (Piemonte) (7 + 48 ) = p. 55
12° G.C. Treviso (Veneto) (6 + 42 ) = p. 48
13° G.S. Arteni Pasianese (Friuli-Venezia Giulia) (22
+ 22 ) = p. 44
14° A.S. Ronchi Ciclismo (Friuli-Venezia Giulia) (10 +
32 ) = p. 42
15° G.S. 92 Caselle (Veneto) (31 + 10 ) = p. 41
16° G.S. Resanese Mazzolato (Veneto) (8 + 33 ) = p. 41
16° Pedale Opitergino (Veneto) ( 9 + 30 ) = p. 39
17° U.C. Basilio (Veneto) (5 + 34 ) = p. 39
18° S.C. Rostese (Piemonte) (10 + 28) = p. 38
19° G.S.Macellerie Vicenzutto(Friuli-Venezia Giulia) (7
+ 25 ) = p. 32
20° A.R. Fincantieri (Friuli-Venezia Giulia) (7 + 23 )
= p. 30
La Società G.S. AMSPO di RHO (Milano)
è proclamata CAMPIONE D'ITALIA 2005
La premiazione verrà effettuata il 21 gennaio 2006
a Spoleto.
Il Responsabile
CARLO ZUCCARO |
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| Al
ristoro |
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| L'arrivo
del presidente! |
 |
| Un
parte del gruppo |
Domenica 8 Gennaio, Avisada, camminata
non competitiva E' la prima volta che come gruppo "Amspo",
partecipiamo ad una camminata non competitiva. Questa camminata,
organizzta dalla sezione rhodense AVIS
Marciatori, si svolge da molti anni proprio nel bel mezzo
dell'inverno, ci siamo ritrovati negli anni scorsi, in diversi,
così per caso ma, mai in gruppo compatto.
Abbiamo cominciato a lanciare l'idea in novembre, appena sono
apparsi i volantini della manifestazione, ed esposto in sede
un foglio sul quale ognuno, intenzionato a partecipare, poteva
iscrivere il proprio nome. In breve si è raccolto un
gruppetto di una dozzina di persone e poi man mano altri ancora
fino a raggiungere, il giorno stesso della camminata, ben
33 presenze tanto da classificarci 6° posto, della speciale
classifica gruppi, e vincere un cesto gastronomico!
Nonostante il freddo invernale e la specialità non
ciclistica, l'iniziativa ha raccolto più aderenti di
quanto non ci aspettassimo e, se non fosse stato per l'influenza,
ne avremmo avuto qualcuno in più.
Ci siamo divisi sui 3 percorsi di 6, 12 e 21 km per poi ritrovarci
all'arrivo per un caldo vin brulè vivendo un evento
inusuale con entusiasmo e spirito di gruppo fuori stagione
tanto che, visto il successo, la proporremo anche l'anno prossimo
e chissà, ancora più numerosi e, magari, con
mogli e figli !
Arriverderci all'anno prossimo. |
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