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di gruppo 1 |
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di gruppo 2 |
Hanno partecipato: Giuseppe Fina, Paolo Belloni, Gigi Re, Giovanni
Marnini ed Ernesto
Zanin..
Partiti di buon' ora, alle 6.00, alle 8 eravamo già a Giornico,
a metà strada tra Bellinzona ed Airolo.
Siamo a Giornico, a 391 metri di quota, a 28 km da
Airolo, lasciamo l' auto nel paesino a un passo da una fontanella.
Ci sarà utile al ritorno per sciacquarci e dissetarci. L'
aria è fresca e la si sente volentieri.
La strada sale leggermente, con pendenze che solo
nei pressi di Lavorgo toccano il 4%, fino ad Airolo. Da qui, la
musica cambia, si imbocca destra la via per la Val Tremola, e subito
la strada si arrampica con maggior decisione. Sono 13 km di strada
con una pendenza media del 7,8% con molti tratti lastricati sopra
i quali la bici "tremola" in continuazione. Il tratto
finale è caratterizzato da numerosi tornanti dai quali si
scorge, sotto, la strada che zigzagando s' arrampica fino a 2108
metri di altitudine. Non siamo gli unici, altri, come noi, sono
alla conquista della vetta.
l passo, fa bella vista il laghetto alpino, poco
distante corre la superstrada che valica anch' essa il passo. Una
sosta veloce per una foto, uno sguardo al panorama, un bel panino
e via giù per una strada a tratti ripida e veloce fino a
innestarsi con la strada principale. Da qui, si scivola lungo ampie
curve fino a Hospental a 1456 metri. Qui si gira a sinistra e subito
si comincia blandamente a salire verso il Furka Pass. Dopo 6 km
si arriva a Realp a 1538 metri e, dopo altri 13 km con pendenza
media del 7,1%, tra tornanti e rettilinei si arriva in vetta a 2431
metri. La salita è lunga ma non molto ripida, il traffico
è generalmente scarso, il panorama è superbo. Si scorge
il passo già molto prima di arrivarci e questo aumenta la
sofferenza. Sembra lì, a un passo, e mai arriva.
C'è un sole stupendo e l' aria è comunque
frizzante, del resto, siamo piuttosto in alto. Incrociamo una coppia,
in tandem, che sfreccia giù, in discesa. Lui, alla guida,
è a torso nudo, è un italiano anch' egli e ci salutiamo.
Breve pausa per foto, ristoro e per "riparare"
gli occhiali di Gigi che, hanno perso la microscopica vitina che
tiene la stanghetta. Poco sotto, altra sosta d' obbligo sotto il
maestoso ghiacciaio da cui nasce il Rodano. E' una lunga lingua
di ghiaccio che scende fin quasi alla strada. Sappiamo poi che è
visitabile, a pagamento, dall' interno, attraverso una galleria
scavata sotto il ghiaccio.
Guardando verso valle si scorge il lungo serpentone
che scende nella valle fino a Gletsch e a destra in alto un altro
serpentone che sale in alto. E' la strada che porta al Grimsel Pass.
Scendiamo velocemente e in attimo, si fa 'per dire,
siamo a valle, a Obervald. Qui un trenino a carbone è in
attesa di partire. Dal fumaiolo esce un denso fumo nero che si sparge
nella valle.
Scendiamo ancora un po' fino ai 1300 metri di Ulrichen
e da qui, a sinistra, inizia la salita più dura e più
lunga di tutto il giro. Abbiamo già percorso 90 km e, le
gambe lo sentono. Abbiamo davanti 13 km di salita con una pendenza
media del 9,1%.
Piano piano si sale, sotto il sole a picco. Dopo
qualche km Gianni comincia ad accusare la fatica, pensa di non essersi
nutrito a sufficienza. Arranca lentamente con la tripla. Lo incoraggiamo
a non mollare. Il motto è: piano ma, sempre!
Al km 7 circa getta la spugna e sale, per qualche
tratto, a piedi e poi, ancora in bici. Constatato che in bici sale
a 4 km/h e a piedi a 3 .... decide di farsi un bel pezzo a piedi
anzi, si toglie le scarpe per camminare meglio. La pendenza è
sempre oltre il 10%. Gli suggerisco di fare l' autostop, perché
anche a piedi la sofferenza non è poca. Tentenna ma, alla
fine si volta e ferma un camion. Il camionista, forse svizzero,
gentilmente gli carica la bici. Gigi è lì vicino e
lo osserva poi, ne approfitta, carica anch' egli la bici e via.
Almeno fino alla vetta non ci pensiamo più.
Ernesto e Giuseppe sono già avanti, si scorgono
in alto mentre girano sui tornanti. Io decido di proseguire in bici,
mancano 3-4 km e mi sento ancora abbastanza in forze.
Arrivo in vetta e scorgo il camion che è ripartito
da poco. Ci fermiamo a lungo ad ammirare il panorama, quella strada
che si vede snodarsi nella valle. Non ci sembra vero ma siamo saliti
da lì, abbiamo impiegato quasi 3 ore ma, ce l' abbiamo fatta.
Da qui è tutta discesa fino all' auto, quasi 60 km ininterrotti.
Alle 17,30 arriviamo all' auto a Giornico. Abbiamo
percorso quasi 160 km, con 3160 metri di dislivello, siamo stanchi
ma, veramente soddisfatti. Stiamo già pensando ad un altro
trittico.
Per saperne di più visita il sito di salitomania.it:
Passo
San Gottardo , Furka
Pass , Nufenen
Pass
Paolo Belloni. |
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| Foto
di gruppo 1 |
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| Foto
di gruppo 2 |
Dopo l' esperienza del primo trittico non si poteva
fare a meno di organizzarne un altro! Questa volta si tratta d un
giro di 157 km con 3177 metri circa di dislivello, con 67 km di
salita sopra al 2%.
L' ultima volta è stato percorso, da alcuni
del GS Amspo, nel 1995, alla manifestazione denominata "Trittico
svizzero" con un tempo da lupi. Pioggia e neve hanno flagellato
il gruppo per un lungo tratto. Stavolta siamo più numerosi,
siamo in 9.
Al via: Giuseppe Fina, Paolo Belloni, Gigi Re, Sergio
Morabito, Massimo Mingardi, Marco Paleari, Roberto Occa, Gianni
Marnini e Lorenzo Scarazini.
Si parte da Biasca alle 8,30, la temperatura è fresca nonostante
sia settembre. Ad Airolo imbocchiamo la Val Tremola, e pian piano
ci arrampichiamo fino al passo. Il sole è coperto dalle nubi,
con l' altitudine la temperatura scende sempre di più, a
2 km dalla vetta entriamo nelle fredde nubi e così fino al
passo. Il panorama è fatto solo di nubi grigie. Ci fermiamo
per un rapido spuntino, dentro un gabbiotto di legno dove nelle
belle giornate si cucinano würstel e crauti. Una foto ricordo
e via giù verso Hospental.
Al bivio, a sinistra si salirebbe al Furka Pass,
noi svoltiamo a destra verso la caratteristica cittadina di Andermatt
che, raggiungiamo dopo 3 km.
Altra sosta per una foto e su verso l' Oberalp Pass.
Il clima è radicalmente cambiato non fa più freddo
e una tiepida brezza ci accarezza dolcemente. Saliamo lungo una
strada molto panoramica incrociando di tanto in tanto la ferrovia
che attraversa la Svizzera da est ad ovest. Sono 10 km di salita
mai impegnativa, la media è del 5,7%.
Al passo, a 2044 metri tira una brezza piuttosto
fresca ma non preoccupante.
Il sole compare e scompare ma nessun pericolo di pioggia o peggio.
In un attimo scendiamo a Disentis e svoltiamo a destra,
proseguendo, ancora in discesa, verso la valle che precede l' attacco
alla salita che porta al Passo del Lucomagno, a 1916 metri, lungo
16 km di salita pedalabile senza difficoltà.
In vetta, la temperatura è decisamente diversa
da quella trovata sul San Gottardo, sembra un altro mondo.
Biasca è giù, dopo ben 42 km di meravigliosa
discesa. Sulla strada larga e veloce sembra di volare.
A Biasca abbiamo un imprevisto, arriviamo all' auto
dopo qualche difficoltà di orientamento. Ritroviamo gli altri
ma, mancano Gianni e Massimo che pure, ne siamo certi erano avanti
a noi. Attendiamo per quasi un 'ora. Dei due, nessun segnale. Chiamiamo
a casa di Gianni, il quale fortunatamente ha già comunicato
alla moglie Clara la loro posizione. Sono arrivati tra un indugio
e l' altro a Bellinzona e ci aspettano nei pressi dell 'ingresso
dell 'autostrada.
Sono le 17, tutto è andato bene, meno male, eravamo un tantino
preoccupati!
Paolo
Belloni. |